Bresciaoggi
21 ottobre 2006

dalla Finanziaria lo spunto per l’affondo del Carroccio

Lega Nord senza freni:«Enti locali da buttare»

Caparini e Maisetti: «Bim e Comunità: è tutto da rifare»

La Finanziaria 2007 nei suoi aspetti generali e l’articolo 76, quello che detta disposizioni in materia di organi di governo degli enti sovracomunali, al centro dell’attenzione del direttivo della Lega Nord camuna. A parlare della «nefandezza» della Finanziaria del governo Prodi è stato l’onorevole Davide Caparini mentre, sul nuovo assetto degli enti sovracomunali, secondo una proposta avanzata dalla Lega e riferita alle comunità montane alla Comunità Montana e al Bim di Vallecamonica, si sono soffermati il segretario Mario Maisetti e il responsabile degli enti locali Franco Camossi.
L’intervento di Maisetti è partito dalla premessa che la legge finanziaria 2007, «redatta da un Governo che non crede nel rilancio dei paesi montani per il cui fondo stanzia solo 25 milioni e che si appresta ad operare un radicale mutamento della struttura delle comunità montane e delle unioni dei comuni, richiede che gli organi politici e istituzionali locali diano una risposta decisa e responsabile». La Lega Nord si dice disponibile a instaurare un tavolo di lavoro e come base di discussione avanza, per la soluzione dei problemi riferiti agli enti sovraccomunali, delle ipotesi di soluzione. In merito al Bim, duro il giudizio di Maisetti che parla di «gestione irresponsabile» con riferimento a degli interessi di tesoreria che mostrano come, in presenza di tante urgenze, «poco o niente sia stato fatto se non mettere da parte le somme riscosse». La proposta che la Lega avanza è quella di suddividere e di ridistribuire le entrate ai 48 comuni di un importo fisso di 50 mila euro e di un importo variabile pari a 25 euro per abitante.
Ancora più duro il giudizio espresso da Maisetti con riferimento alla Comunità Montana, giudizio condiviso dall’onorevole Caparini: «L’Ente è oggi regolato da una logica spartitoria delle cariche legata a interessi personali, svincolata completamente dai bisogni territorio e addirittura al di fuori del mandato conferito dagli elettori che ha portato allo sperpero di denaro, alla paralisi e quindi alla sua inutilità. Deve essere sostituito da un ente meno costoso e più efficiente». Due le soluzioni quindi avanzate: la prima, ritenuta più dinamica e confacente alla realtà, prevede un’unione dei comuni per aree omogenee; la seconda ipotizza, nell’ipotesi che fosse ritenuto più opportuno, la suddivisione del territorio in tre comunità montane: bassa, media e alta Vallecamonica, e farne parte verrebbero chiamati soltanto «i sindaci dei paesi facenti parte, dei quali uno dovrebbe essere chiamato a fare da presidente». E’ stata ventilata anche l’ipotesi di una elezione diretta del presidente della Comunità Montana da parte dei cittadini residenti del territorio di riferimento. L’onorevole Caparini è poi tornato sulla Finanziaria, «una proposta - ha detto - disomogenea che riesce nel difficile risultato di colpire indiscriminatamente tutte le fasce sociali».

Giuseppe Cappitta