SCUOLA
LA LEGA CHIEDE CONCORSI PUBBLICI SU BASE REGIONALE
Basta leggi razziste contro i nostri insegnanti
Il fortissimo partito meridionalista e assistenzialista continua a mietere vittime tra i precari al Nord difendendo norme che avvantaggiano gli insegnanti del Sud discriminando i nostri giovani. Tutti complici, compresi i sindacati che continuano a tacere
Brescia, febbraio 2004 - Continua la scandalosa pratica delle sulle assunzioni di personale docente del Sud che scavalca in graduatoria i nostri precari che hanno maturato il diritto ad un posto di insegnamento fisso. Il caso è stato portato all’attenzione della cronaca dalla Lega che ha denunciato il caso delle primarie di Vicenza dove nel 2004 sono stati assunti a tempo indeterminato, nelle scuole elementari, di 28 "riservisti", provenienti per la maggior parte dal Sud, su un totale di 62 posti disponibili per le graduatorie permanenti.
Una discriminazione etnica bella e buona. Un’evidente penalizzazione dei nostri insegnanti. «Quasi la metà dei posti disponibili – commenta l’On. Davide Caparini, parlamentare camuno - è stata assegnata, a prescindere dal punteggio, a persone in possesso di certificati d'invalidità civile. Come a Vicenza, anche a Brescia ed in numerosi altri distretti scolastici la situazione sta diventando insostenibile: possibile – incalza l’Onorevole leghista - che gli invalidi siano tutti al Sud? E’ indegno che docenti locali che da molti anni esercitano la professione in condizioni di precariato siano scavalcati in questo modo nelle graduatorie». L'accertamento delle condizioni di disabilità, che dà diritto ad accedere al sistema per l'inserimento lavorativo dei diversamente abili, viene effettuato dalle Unità Sanitarie Locali mediante apposite commissioni.
«Il problema delle discriminazioni dei nostri precari della scuola e purtroppo non solo di quelli – spiega l’On. Caparini – nasce dall’utilizzo di differenti parametri per la valutazione dell’invalidità, con la maggiore benevolenza e magnanimità da parte delle commissioni del Sud rispetto a quelle del Nord. Se a questo si aggiunge che presso il competente Ministero non è disponibile l'albo dei "riservisti" assunti, con l’impossibilità di certificarne il numero esatto, si viene a creare un’ulteriore disparità nei confronti dei precari in possesso dei requisiti di punteggio e degli anni d'insegnamento richiesti»