PATRIMONIO CULTURALE CAMUNO LA LEGA CHIEDE LE RISORSE PER FINANZIARE IL RILANCIO

 

A Bertinotti snobba le nostre incisioni rupestri 

 

Il presidente della Camera non ammette la discussione di un ordine del giorno che imponeva al governo di stanziare nuove risorse, eppure il Parlamento di stava occupando di quello...

 

Brescia, luglio 2006 - “Bertinotti dimostra il più completo disinteresse al destino del più importante sito archeologico preistorico del continente. Non mi resta che riproporre questo ordine del giorno come risoluzione nella competente commissione cultura anche se l'effetto sul governo non sarà lo stesso. Con questa assurda decisione il presidente della Camera ha fatto perdere alla nostra Valle un'occasione importantissima” Questo il commento dell’On Caparini (Lega Nord) in merito alla decisione del Presidente della Camera di non accettare la discussione dell’ordine del giorno proposto dal parlamentare bresciano, che impegnava il governo a finanziare il piano redatto dalla Sovrintendenza per i beni archeologici di concerto con gli enti locali e le amministrazioni competenti, presentato ad Arcus S.p.a. per la gestione di “Arte rupestre in Valle Camonica”, primo sito italiano inserito dall’UNESCO nella lista mondiale dei patrimoni di eccezionale e universale valore culturale.

“Lasciare inespresse le grandissime potenzialità culturali, sociali ed economiche dell’arte rupestre della Valle Camonica, è un vero e proprio delitto - afferma Caparini - le condizioni del sito, come già rilevato nel 2004 nel corso della sessione annuale di Unesco, non non sono certo buone. Le cause del degrado, purtroppo, sono da cercare nella libera fruizione delle rocce istoriate, oltre che nell'inquinamento atmosferico e nell'azione degli agenti naturali (esfoliazioni e distacchi superficiali, attacchi di organismi biologici quali muschi, licheni e alghe). La deliberata azione dell'uomo, infatti, con atti vandalici o indagini invasive non ortodosse, ha messo a repentaglio questo patrimonio di inestimabile valore.”

“Da più parti e da troppo tempo sento dire che non c'è altro tempo da perdere, che bisogna fare qualcosa. Noi l'abbiamo fatto: abbiamo messo intorno al tavolo i principali attori dei tanti parchi. Insieme hanno ideato un piano di gestione per il rilancio del nostro patrimonio che prima non c'era. Ora sono necessarie le risorse e l’ordine del giorno - conclude - era lo strumento più idoneo per porre all’attenzione del Governo la questione della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico camuno. È un vero peccato che Bertinotti, nonostante l’art.17 del decreto legge in esame tratti proprio la localizzazione degli interventi di Arcus s.p.a. e demandi il controllo sulla loro realizzazione ai Ministri delle infrastrutture e per i beni e le attività culturali, abbia definito la questione inammissibile per estraneità di materia.”