Si alla castrazione chimica per i pedofili recidivi

Lo stupro deve essere punito come un omicidio. Equiparare il reato di violenza sessuale all’omicidio volontario. Alla luce degli ultimi tragici fatti di cronaca che vedono donne violentate, selvaggiamente picchiate e in alcuni ancor più efferati casi uccise, dopo denuncie di casi di anni di molestie del proprio carnefice come accaduto a Biella, emerge con più forza la richiesta di maggior sicurezza da parte dei cittadini. La Lega aveva già in passato sposato la politica della «tolleranza zero» per i reati sessuali, proponendo la castrazione chimica. Non si può continuare a considerare la violenza sessuale un reato contro la morale. È un reato contro la persona che di fatto comporta un’uccisione psicologica della vittima, e come tale, a nostro avviso deve essere trattato. Nel 2001 abbiamo presentato una proposta di legge contro la violenza sessuale che proponeva la castrazione chimica dello stupratore. Purtroppo questa misura, per quanto adottata in numerosi stati occidentali, tra cui gli Usa, la Germania, la Danimarca, la Norvegia e la Svezia, invocata a dalle stesse vittime, in Italia è considerata ancora oggi un tabù. Non riusciamo a capacitarci di questo immobilismo della politica davanti alla gravità dei fatti di cronaca e i dati allarmanti che ci arrivano. Secondo recenti stime infatti, le violenze nei confronti delle donne sono tra le prime cause di mortalità, ancora prima di incidenti e malattie. Ci sono dei casi, come quello dei pedofili, in cui la castrazione chimica è in assoluto la migliore soluzione possibile. A conferma di ciò, per la prima volta in assoluto nel nostro Paese un detenuto condannato per decine di violenze sessuali su minori, ha fatto spontaneamente richiesta di essere sottoposto al trattamento androgenico (la castrazione chimica n.d.r.). Il detenuto ha ammesso di comprendere la gravità di fatti da lui commessi, ma ha anche detto: «Se io esco sono certo che tornerò a farlo e l’unica strada che vedo possibile è quella di sottopormi all’andro-sospensione». Quindi, anche da un punto di vista della prevenzione, la castrazione chimica, ancorché non irreversibile, consente di mettere queste bestie in condizioni di non offendere. E’ necessario bonificare il Paese da coloro che minacciano le nostre donne e i nostri bambini.