ENERGIA A DIECI ANNI DALLA PRIVATIZZAZIONE VOLUTA DA BERSANI
Siamo una colonia dell'ENEL e se ne accorgono ora
I sindacati e la comunità montana di Valle si svegliano da un lungo sonno
Enel Spa da tempo sta riducendo il personale alle sue dipendenze in Val Canonica con evidente detrimento della qualità del servizio ai consumatori ed un impoverimento dell’offerta al mondo produttivo. E’ evidente che la nostra Valle paga gli errori di una privatizzazione fatta dal precedente governo di centrosinistra profondamente sbagliata nei tempi e nei modi. Una liberalizzazione senza mercato voluta dall’ineffabile Bersani, realizzata per far cassa e non per migliorare la qualità e i costi dei servizi offerti. Con quella privatizzazione è venuto a mancare quel patto generazionale tra sfruttato e sfruttatore che compensava l’utilizzo delle nostre risorse idriche con elevati livelli occupazionali. La privatizzazione di ENEL ha destrutturato questo sistema e la mancata definizione di adeguati modelli equilibratori ha avvantaggiato gli sfruttatori e pesantemente penalizzato gli sfruttati. Nei cinque anni di Governo abbiamo tentato di porre rimedio al danno fatto dalle sinistre. Abbiamo aumentato i trasferimenti tramite i sovracanoni trasferiti ai comuni e chiusa l’annosa questione dell’evasione dell’ICI da parte di ENEL. Purtroppo, le ingenti risorse che il governo Berlusconi ha trasferito al nostro Bacino Imbrifero Montano non sono state investite nello sviluppo: sono state utilizzate per alimentare la solita politica asfittica, assistenzialista e clientelare. Questo quadro è aggravato dall’inettitudine della Comunità Montana e dalla compiacenza di alcuni sindaci che, alla ricerca di qualche euro in più, hanno definitivamente ceduto porzioni importanti del territorio e dell’ambiente. Penso a quando gli enti locali hanno avuto un elevato potere contrattuale e si sono lasciati sfuggire l’occasione come è avvenuto nella definizione del tracciato della linea ad alta tensione San Fiorano-Gorlago. Una vallata che ha dato e continua a dare in temine di sfruttamento delle risorse, inquinamento, vincoli e mancato sviluppo. Un vallata che sempre più viene marginalizzata dal processo produttivo in cui l’evidente disimpegno dell’ENEL si riflette negativamente sui profili occupazionali e l’indotto. Chiudere la porta della stalla quando i buoi sono scappati è una pratica consueta per alcuni dei nostri amministratori e gli appelli alle istituzioni, in particolar modo al Ministro che ha creato i presupposti di questa situazione, oltre che tardivi sono tremendamente ridicoli.