Il Governo contro i condoni ne fa uno a favore dei Concessionari privati e a danno dei cittadini

 

Roma 24 febbraio 2008 - Ultimo colpo di coda di Prodi: il governo contro i condoni ne fa uno a favore dei Concessionari privati violando i diritti dei cittadini. Sanata la posizione dei Concessionari che hanno omesso di osservare l’obbligo di indicare il Responsabile del procedimento nelle cartelle esattoriali, adempimento tassativo previsto dall’art. 7 della legge 212/2000 in assenza del quale la Corte Costituzionale con Ordinanza n. 377 del 2007 ne ha confermato la nullità. Il colpo di spugna del governo è l’abrogazione dell’art. 7 della legge n.212/2000 sostituito dalle procedure e dalle modalità indicate nell’art. 36 sopra citato del Decreto Milleproroghe.

 

E’ da notare la piena incostituzionalità di tale condono in quanto, come dettato dall’Ordinanza n. 377 del 2007 della Corte Costituzionale, l’abolizione dell’art. 7 della legge 212/2000 che prevedeva appunto l’obbligo tassativo del Concessionario di indicare sulle cartelle esattoriali il nome e cognome del Responsabile del procedimento, avrebbe privato il cittadino della garanzia fondamentale del diritto alla difesa e di diritto alla trasparenza dell’attività amministrativa, del diritto della piena informazione del cittadino, anche ai fini di eventuali azioni nei confronti del Responsabile in violazione dell’art. 97 primo comma della Costituzione, principio riconfermato, come ricordato dalla predetta Ordinanza della Corte Costituzionale, dall’art. 1 della legge 11/2/2005 n. 15 che garantisce, nei procedimenti amministrativi, al cittadino il diritto alla pubblicità e alla trasparenza.

 

Il Governo, invece di richiedere i danni ai Concessionari privati, ha optato per un condono a loro favore scaricando il danno dell’erario sui cittadini. Tutto ciò nonostante l’art. 1 della citata legge 11/2/2005 n. 15 li obbligasse nell’esercizio di attività amministrative ad assicurare il rispetto dei principi di pubblicità e di trasparenza dei procedimenti amministrativi, in spregio all’art. 7 della legge n.212/2000 che li obbligava ad indicare nella cartella esattoriale il nome del Responsabile del procedimento e a dispetto dell’ordinanza della Corte Costituzionale che ha elencato i fondamentali diritti costituzionali di cui il cittadino era stato privato per la violazione di tale norma.