Caparini (Lega Nord): “Piove sul bagnato: alla Regione Sicilia altri 1,2 miliardi di euro in tre anni”
Roma, 13/1/2007 - “Mentre le nostre regioni, seppur virtuose, piangono miseria Prodi destina una nuova pioggia di finanziamenti per la Sicilia” questo il commento dell'on. Davide Caparini all'ennesimo trasferimento a fondo perduto a favore della regione autonoma.
La Finanziaria 2007 a valere sul gettito delle accise sui prodotti petroliferi riconosce alla Regione Sicilia un finanziamento di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 prelevandolo dal Fondo di solidarietà nazionale.
Ricordiamo che alla Regione Sicilia spetta l’intero gettito di tutte le imposte ‘prodotte’ sul suo territorio, anche se contabilizzate ed incassate in altra parte della nazione. Fanno eccezione, perché spettano allo Stato, le accise (imposte sulla produzione) nonché i proventi del Lotto e del monopolio dei tabacchi. La Regione Sicilia incassa direttamente, tramite propri esattori, le imposte corrisposte sul proprio territorio e compensa quelle che incassa per lo Stato e quelle che lo Stato incassa per lei. L’articolo 38 dello Statuto della regione Sicilia stabilisce che lo Stato è tenuto a versare annualmente a titolo di solidarietà nazionale una somma da impiegarsi nell’esecuzione di lavori pubblici. Dal 2000 tale Fondo è stato ripetutamente finanziato: nella finanziaria 2000 e 2001 complessivamente 82,63 milioni di euro per ogni anno dal 2002 fino al 2016, nella finanziaria 2003 altri 585 milioni di euro in 17 anni, nel settembre del 2005 altri 10 milioni di euro dal 2008 fino al 2022 infine la finanziaria del 2006 per complessivi 394 milioni di euro fino al 2022. In totale sono 2,5 miliardi di euro stanziati a favore della Sicilia dal 2002 al 2022.
A questo immenso quantitativo di denaro la Finanziaria 2007 aggiunge 1.050 milioni di euro in tre anni per la viabilità secondaria della regione (per avere un termine di paragone alla Lombardia sono stati dati 1.200 milioni di euro in quindici anni per la pedemontana).
Inoltre, anche per la regione siciliana, al pari di tutte le altre regioni a statuto speciale, è previsto che assuma progressivamente a proprio carico l’intera spesa sanitaria corrente o, almeno, un’ulteriore quota. Diversamente dalle altre regioni tale quota sarà integralmente finanziata dal bilancio dello Stato tramite il passaggio alla regione di una quota delle accise gravanti sui prodotti petroliferi consumati sull’isola. Un’opera di maquillage che modifica le modalità di finanziamento di una parte dell’ingente spesa sanitaria regionale che ammonta a 7,7 miliardi di euro e che tuttavia resta ancora sostenuta da un trasferimento erariale e quindi da tutti noi.