40.000 obiettori chiedono il rispetto della legge

Caparini: <<un pasticcio da risolvere per evitare un’ingiustizia>>

Roma, 20/02/01: Le norme d’applicazione delle disposizioni in materia di servizio civile varate su iniziativa del Governo nel 1997 e nel 1998 stanno causato notevoli problemi agli oltre 40.000 giovani che hanno trasmesso la domanda d’obiezione di coscienza. L’Ufficio Nazionale Servizio Civile per i giovani che fanno domanda di servizio civile dopo il 1 gennaio 2000 applica le disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 504 che riduce a nove mesi dalla domanda la durata del procedimento per l’assegnazione dell’obiettore di coscienza al servizio civile. Stesso trattamento non è riservato ai giovani che hanno presentato domanda prima del 2000, per i quali vale la legge n. 230 del 1998 che prevede un termine complessivo per l’assegnazione del servizio di 18 mesi. "La Presidenza del Consiglio dei Ministri presso I quali è istituito l’Ufficio ha sollevato una questione d’interpretazione riguardo alla formazione dei contingenti e la data d’inizio del servizio, che a nostro avviso non è condivisibile - è il commento dell’On. Davide Caparini – l’interpretazione fatta crea un’ingiustificata disparità di trattamento tra coloro che hanno presentato la domanda nel gennaio 2000 che saranno avviati al servizio entro un tempo massimo di nove mesi, e quelli che hanno presentato la domanda prima di tale data che rischiano di essere avviati al servizio dopo un periodo d’attesa doppio". Sono giustificabili le perplessità sollevate dalle amministrazioni locali e dagli oltre 40.000 obiettori di coscienza che chiedono la corretta applicazione di una norma semplice e chiara. "L’Ufficio ha confermato l’intenzione di uniformare il suo atteggiamento – conclude il deputato del carroccio – sarà quindi necessario l’intervento della Presidenza del Consiglio affinché sia ribadita la volontà di ridurre i tempi d’attesa per l’assegnazione al servizio come evidenzia anche un’ordinanza del TAR della Campagna"