Roma: Ecco il testo del question time discusso con il presidente del consiglio Amato: "In Germania, dove il traffico telefonico è inferiore seppur di poco a quello dell’Italia, lo stato ha ricavato dalla vendita delle licenze UMTS l’equivalente di circa 100.000 miliardi di lire. In Italia dall’asta è stata ricavata una cifra 4 volte inferiore; il regolamento varato dal governo prevedeva che vi fosse un numero di concorrenti superiore al numero delle licenze con la clausola che quando il numero si fosse ridotto a quello delle licenze in palio, la gara sarebbe terminata. Il governo avrebbe dovuto abbassare le licenze messe all’incanto da cinque a quattro salvaguardando la competizione ed evitando qualsiasi sospetto di collusione. L’asta per i telefonini è fallita perché il governo italiano l’ha strutturata in modo non corretto copiando male un modello che altrove - in Inghilterra aveva avuto successo. Il sistema inglese risulta molto rischioso da utilizzare quando il numero dei partecipanti supera appena di poco il numero delle licenze. Gli altri partecipanti erano a conoscenza del fatto che blu appariva debole già prima che l’asta iniziasse e che non avevano bisogno di rilanciare in modo aggressivo. Se il governo avesse scelto le offerte finali in busta chiusa, nessuno avrebbe fatto offerte inferiori. Il governo italiano avrebbe potuto prevedere che non ci sarebbero stati molti partecipanti - al contrario dei 13 in Inghilterra - e quindi avrebbe dovuto dichiarare in anticipo di voler passare alle offerte in busta chiusa qualora il numero dei concorrenti fosse sceso soltanto a uno più delle licenze disponibili; il Ministero del Tesoro era in questa occasione in posizione di evidente conflitto d’interesse dovuto al fatto di essere sia beneficiario dell’asta sia azionista di Wind, Telecom Italia e Blu; era del tutto ovvio che i contendenti, tutti privati, avrebbero fatto i loro interessi, sfruttando tutto quello che era a loro disposizione legalmente per agire entro i confini delle regole della gara. E se le regole, appunto, erano fatte mele, adesso il governo non può che accusare se stesso del risultato molto deludente; il ministro Cardinale nel periodo immediatamente precedente l’asta ha continuato a rassicurare gli operatori e li ha convocandoli a Caltanissetta - suo collegio elettorale - per un maxi convegno. La paventata esistenza di cartelli ha indotto la procura di Roma ad aprire un fascicolo a riguardo; se non intenda accertare le responsabilità del Ministro e i conseguenti riflessi che il mancato incasso avranno sul bilancio dello stato.