Un comitato per rendere giustizia ai deportati

Caparini: <<un atto doveroso, morale prima che materiale, per un paese civile>>

Roma, 21/06/00: Nel dicembre del 1999 il cancelliere tedesco Schroeder ha annunciato la disponibilità del governo a fornire un indennizzo di 5 milioni di marchi in favore dei deportati nei campi di sterminio e dei lavoratori coatti nelle fabbriche tedesche. Tale somma viene di seguito raddoppiata dallo stanziamento di alcune imprese tedesche (la Dailmer-Benz per esempio) che hanno indebitamente beneficiato del lavoro forzato dei cosiddetti ‘lavoratori di Hitler’. ‘L’Italia non ha ancora provveduto a corrispondere i vitalizi stabiliti dalla legge Pertini del 1980 e quindi non si trova nella condizione di sapere chi sono e quanti sono i beneficiari dei fondi messi a disposizione del governo tedesco - spiega l’On. Caparini - per questo motivo abbiamo dato vita ad un comitato che ha lo scopo di rintracciare gli aventi diritto per aiutarli a fare valere i loro diritti. A causa della burocrazia romana stiamo correndo il rischio di avere il maggior numero di internati, rastrellati nella maggior parte proprio nelle nostre montagne, ed il minor numero di risarciti, ovviamente per quanto sia possibile risarcire così terribili sofferenze’. La segretaria provinciale Monica Rizzi segnala che al numero 0364.530351 sarà possibile comunicare i dati necessari per aderire al comitato dei deportati "qualora ci siano problemi di spostamento saranno i nostri volontari a raggiungere a domicilio gli ex-internati al fine di istruire la pratica. Entro la fine dell’anno - puntualizza la segretaria del carroccio - dovremo raccogliere i dati di coloro che desiderano ricevere questo indennizzo in modo tale da poterlo richiedere al governo italiano e quello tedesco nei primi mesi del 2001".