Finisce in Parlamento la controversia tra i comuni e la società elettrica
Roma, 08/03/00: Sono numerosi i sindaci che hanno assistito al drastico ridimensionamento della quota dell’ICI versata dall’ENEL che non ha accettato l’indicazione dell’erario scegliendo l’autonoma determinazione del valore patrimoniale degli immobili. Un calcolo effettuato basandosi sul valore catastale dei terreni ove sono situati gli impianti industriali nell'inaccettabile presupposto che questi siano di natura e destinazione agricola. I camuni, è stato più volte sottolineato, nel corso di questi anni subito un vero e proprio saccheggio ambientale rappresentato, tra gli altri, da tralicci di alta e media tensione (interrogazioni Caparini ed altri del 29.10.97 e del 01.10.96), condotte e bacini di raccolta per il pompaggio. Gli iniziali benefici occupazionali sono rapidamente svaniti con il repentino smantellamento delle strutture presenti, ultimo in ordine cronologico il centro di controllo di San Fiorano (interrogazioni sempre di Caparini del 07.10.99, 08.08.96, 09.10.97 e del 28.01.00). "Nonostante i numerosi incontri tra i comuni e l’ENEL non è stata risolta da parte del Governo la questione del mancato introito per i comuni – interviene l’On. Caparini - A poco è servito l’istituzione di uno stanziamento di 15 miliardi al fine di fronteggiare le minori entrate ICI nella finanziaria per il 1999. Nella speranza che finalmente il Governo si degni di rispondere ad una delle numerose interrogazioni da me presentate al fine di dare una risposta reale alle esigenze dei nostri comuni – conclude il deputato del carroccio – sabato mi unirò alla protesta dei manifestanti."